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Lu Scarparu

lu scarparu   Lu scarparu

Il mestiere del calzolaio ancora oggi resiste nonostante il pullulare di negozi che fanno mostra di varie ed appariscenti calzature. Colpisce molto il fatto che gli scarpai in attività lavorino ancora, salvo qualche eccezione, con metodi e strumenti tradizionali. Oggi, comunque, essi si limitano a risuolare scarpe ormai consunte, mentre una volta toccava a loro stessi confezionarle nuove, dopo avere preso le necessarie misure dei piedi tramite una particolare forma di legno lasciandosi guidare dal loro estro inventivo nella resa dei modelli. Delle varie forme di legno, adibite per vari usi, rimane ancora quella che serve per dare, come si dice in gergo "garbo alle scarpe". E' bello vedere gli scarpai all'opera: e non è raro osservare qualche passante che, nostalgicamente innamorato delle tradizioni passate, si sofferma, sedendosi, a confabulare con tali artigiani. Caratteristico è poi "l'arredamento" di lavoro: al centro il bischetto, un banco annerito che a stento si tiene su quattro anche, diviso nella parte superiore in tanti scomparti utilizzati per contenere gli attrezzi, specialmente i meno ingombranti, nonché i chiodini vari, fra i quali fanno spicco "i simigi" indispensabili per fissare la suola alla pelle delle scarpe; più in là una sedia sgangherata, qualche banchetto in legno per occasionali visitatori, due o tre scansie messe con dei legni frettolosamente inchiodati, per porre le scarpe riparate. Compagni indispensabili dei calzolai sono due strumenti di lavoro: la lesina ed il trincetto, un ferro ricurvo ed aguzzo la prima, estremamente utile per cucire, una lama d'acciaio pur essa un po' curva, appuntita e tagliente il secondo, adibita a tagliare il cuoio; altrettanto funzionale è la tenaglia a becco che serve per il montaggio delle scarpe le quali una volta montate, vengono "accarezzate" sulla forma. Ed infine lo spago, indispensabile per le cuciture: esso è reso più viscido da una spalmatura di cera che lo rende più forte a passare, alla punta dello spago ci sono "li inziti" delle setole molto dure che gli danno la possibilità di "camminare" meglio nel cuoio o nella pelle. Oggi come oggi il mestiere del calzolaio, pur non assicurando agiatezza, garantisce lo scorrere di una vita normale, stante il fatto, che questa attività, come avviene per le leggi di mercato, quanto più è diminuita nei suoi rappresentanti, tanto più ne ha guadagnato in preziosità ed in materia di lavoro.
 

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