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La Concia delle Pelli

Concia delle Pelli

La Concia delle Pelli

La concia delle pelli

Nel comune di San Pietro a Maida esisteva fin dal 1914 una conceria che venne chiusa nel 1944, a fine guerra. Tale conceria era gestita dal signor Ferraiolo Nicola. La lavorazione della materia prima era diversa a secondo che si trattasse della pelle o del cuoio. Per quanto riguarda la pelle la si adagiava in delle ampie vasche dentro le quali era stata inserita dell'acqua mescolata con una certa quantità di allume, si lasciava a bagno per 48 ore dopodicché, una volta tolta, si metteva ad asciugare; l'ultima operazione consisteva in una ripassatura di pietra pomice sulla pelle, al fine di renderla più chiara. Il trattamento del cuoio era diverso e più complesso. Infatti per esso esisteva un duplice modo di procedere: la concia lenta o più spesso la concia rapida. La concia passava attraverso le seguenti fasi: il cuoio era messo in della calce, opportunamente depilato, "scarnato" nella parte interna; successivamente si poneva in delle vasche con dell'acqua e della corteccia di sughero appositamente tritata ed amalgamata, infine si lasciava per sei giorni perché si "ncutrasse". Più agevole era la tecnica di lavorazione prevista dalla concia rapida: in un bottale (specie di tino) congegnato in modo da girare su di un asse, si poneva il cuoio insieme a dell'acido tannico e si faceva ruotare per ventiquattro ore. Medesimo era il risultato di entrambi i processi. Il prodotto finito consisteva in suole per scarpe o in pelli per giubbe, di quantità non certo ottimale.
 

Comune di San Pietro a Maida

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