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La Tessitrice

la tessitrice Fra i mestieri in via d'estinzione è senza dubbio da menzionare quello della tessitrice. Fino a poco tempo fa esistevano due tipi di tessitrice: quella che svolgeva il lavoro in proprio e quella che portava avanti l'attività invece per conto di terzi; in quest'ultimo caso collaboravano con la tessitrice dei discepoli o meglio delle giovinette le quali ne approfittavano per tessere il loro corredo. La materia oggetto di lavoro era spesso il lino: "mascolino", più robusto e "rozzo" e "femminino", più elegante e pregiato. La lavorazione dell'uno o dell'altro dipendeva dall'ordinazione: se la richiesta proveniva da gente povera, era il primo ad essere usato; nel caso contrario, quando cioè si trattava di lavorare per famiglie ricche, toccava al secondo; a volte capitava di sostituire il lino con la seta e molto più frequente con il cotone e la "stametta". Lo strumento di lavoro della tessitrice era ed è il telaio che una volta veniva sistemato nella zona sottostante l'appartamento, il cosiddetto "catuaiu", in modo che il lavoro si svolgesse tranquillamente, separato dalle varie attività di casa. Il telaio è molto ingegnoso sia nella struttura che nel funzionamento. Diversi e caratteristici sono gli elementi che lo compongono ed anche i loro nomi: cosi "l'animulu", cioè l'arcolaio, e "lu fusufierru " che sarebbe l'incamatoio sono quegli strumenti grazie ai quali è possibile preparare i cannoni e le navette; assai importante è poi "lu pedaluaru " perché dipende da esso l'azionamento del telaio stesso; essenziali sono pure "li lizzi", canne di forma allungata attorno alle quali si raccoglie il filo e "lu piattine" che è lo strumento indispensabile per lavorare e quindi tessere. Tale funzione è semplice e complessa nello stesso tempo: capirne i meccanismi e gustarne tutti i momenti richiede la presenza visiva all'operazione della tessitura. Il lavoro consisteva nella produzione di tovaglie, lenzuola, coperte ed in capi di corredo in genere che, a secondo dei casi, sono delle vere e proprie opere d'arte incantevoli a vedersi; venivano prodotti anche sacchi di tela, di materassi, di coperte di " ginestra ".
 

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